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Lettera pastorale programmatica 2006
Carissimi Sacerdoti
Carissimi Religiosi e Religiose
Carissimi fedeli laici,
In quest’anno di grazia 2005
abbiamo celebrato e concluso l’Anno Eucaristico indetto dal Servo di Dio
Giovanni Paolo II e concluso dal Papa Benedetto XVI il 23 ottobre scorso
alla Messa conclusiva dell’ XI Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.
Da alcuni anni, nella nostra
Arcidiocesi, abbiamo celebrato in settembre l’Assemblea Diocesana.
Quest’anno, per non accumulare molte iniziative, abbiamo sostituito
l’Assemblea con il Congresso Eucaristico diocesano, che abbiamo celebrato
nei giorni 15-17 settembre, dopo le giornate eucaristiche vissute in
parrocchia e nelle zone pastorali e dopo la bella giornata eucaristica
nazionale celebrata a Rrëshen il 10 settembre, dove siamo stati presenti da
tutte le nostre parrocchie.
La presente intende essere una
lettera pastorale programmatica per l’anno 2006, partendo dalla I domenica
di Avvento, il 27 novembre p.v.
La presente lettera è inoltre
un’occasione propizia per invitarvi a conoscere, leggere, studiare ed
approfondire i vari documenti del Concilio Vaticano II, del quale si
celebrerà l’ 8 dicembre il 40° anniversario della chiusura.
In questo nuovo anno pastorale ci
aiuta, certamente, il Messaggio dei Padri Sinodali del 21 ottobre 2005:
“Eucaristia: Pane vivo per la pace del mondo”, che con i suoi vari punti
ci invita, come ha fatto anche il Papa Benedetto XVI nell’omelia della Santa
Messa conclusiva dell’Anno Eucaristico, a dare ora frutti numerosi
dell’intenso anno eucaristico vissuto. Ecco alcuni punti del Messaggio in
cui i Padri sinodali ci invitano ad annunziare ed a testimoniare ciò che
contempliamo ed adoriamo: Gesù Cristo Salvatore.
Non posso non rallegrarmi con
quello che il Sinodo esprime e desidero rivolgervi queste parole come se
fossero le mie: li affido a ciascuno di voi personalmente in qualsiasi
situazione vivete.
“A quarant'anni di distanza dal
Concilio Vaticano II siamo stati provocati a compiere un esame di coscienza
pastorale, per verificare in quale misura la fede è espressa e celebrata con
coerenza nelle nostre Assemblee liturgiche. Il Sinodo riafferma che il
Concilio Vaticano II ha posto le basi necessarie per un rinnovamento
liturgico autentico. È necessario, quindi, coltivare i frutti positivi e
correggere gli abusi che si sono infiltrati nella pratica. Siamo convinti
che il rispetto del carattere sacrale della liturgia passa per una autentica
fedeltà alle norme liturgiche della legittima autorità. Nessuno si consideri
padrone della liturgia della Chiesa. Inoltre, i Padri sinodali si augurano
che l'anno eucaristico sia l'inizio e un punto di riferimento per la nuova
evangelizzazione dell'umanità, in via di globalizzazione, a partire
dall'Eucaristia”.
“Cari sacerdoti,
in questi giorni abbiamo pensato molto a voi, conosciamo la vostra
generosità e dedizione. In comunione con noi portate il peso del servizio
pastorale quotidiano presso il popolo di Dio. Annunciate con forza la Parola
del Signore, cercando di ben introdurre i fedeli nel mistero eucaristico.
Che grazia è il vostro ministero! Preghiamo con voi e per voi perché insieme
possiamo rimanere fedeli all'amore di Cristo. Vi chiediamo di essere,
insieme con noi e sull'esempio del Santo Padre Benedetto XVI, gli «umili
operai nella vigna del Signore», con una vita sacerdotale coerente. La pace
di Cristo, che donate ai peccatori pentiti e alle assemblee eucaristiche,
risplenda su di voi e sulle comunità che vivono della vostra testimonianza”.
”Carissimi fratelli e sorelle,
qualunque sia lo stato di vita nel quale siamo chiamati a vivere la
nostra vocazione battesimale, rivestiamoci dei sentimenti di Cristo Gesù
(cf. Fil 2, 2) e sul suo esempio facciamo a gara gli uni gli altri
nell'umiltà”.
“Salutiamo e ringraziamo tutte
le persone consacrate, questa porzione scelta della vigna del Signore,
che in piena gratuità testimonia la bella notizia dello Sposo che viene (cf.
Ap 22, 17-20). La vostra testimonianza eucaristica nella sequela di Cristo è
un grido d'amore nella notte del mondo, una eco dello Stabat Mater e del
Magnificat. La Donna eucaristica per eccellenza, coronata di stelle e
immensamente feconda, Vergine Assunta e Immacolata Concezione, vi protegga
nella pace e nella gioia di Pasqua per la speranza del mondo, nel servizio
che rendete a Dio e ai poveri”.
”Cari giovani, il Santo
Padre Benedetto XVI vi ha detto e ripetuto che donandovi a Cristo non
perdete nulla. Riprendiamo le sue parole forti ma serene, pronunciate per la
Santa Messa di inizio del Suo ministero, che vi orientano verso la vera
felicità, nel più grande rispetto della vostra libertà: «Non abbiate paura
di Cristo! Egli non toglie nulla e dona tutto. Chi si dona a lui riceve il
centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo e troverete la vera
vita». Confidiamo nelle vostre capacità e nel vostro desiderio di sviluppare
i valori positivi del mondo e di cambiare quanto vi è di ingiusto e
violento. Contate sul nostro appoggio e la nostra preghiera per accogliere
insieme la sfida di costruire il futuro con Cristo. Voi siete «le sentinelle
del mattino» e gli «esploratori del futuro». Voi non mancherete di attingere
alla sorgente dell'energia divina della santa Eucaristia per operare le
trasformazioni necessarie”.
”Ai giovani seminaristi che
si stanno preparando al ministero sacerdotale e con i loro coetanei
condividono le speranze per il futuro, desideriamo far giungere un
particolare pensiero perché la loro vita di formazione sia impregnata da una
genuina spiritualità eucaristica”.
”Cari sposi cristiani con le
vostre famiglie, la vostra vocazione alla santità, come chiesa
domestica, si nutre alla sacra Mensa dell'Eucaristia. Abbiate coraggio nel
vostro sforzo per educare i figli nella fede. Siate germoglio di vocazioni
al sacerdozio e alla vita consacrata; non dimenticate che Cristo è presente
nella vostra unione e la benedice con ogni grazia di cui avete bisogno per
vivere santamente la vostra vocazione. Vi incoraggiamo a conservare
l'abitudine di partecipare con tutta la famiglia all'Eucaristia domenicale”.
SUGGERIMENTI CONCRETI:
Gesù Cristo mantiene davvero la
sua solenne promessa: “ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine
del mondo”. Cristo è tra noi! Questa certezza deve darci gioia, coraggio,
fiducia incrollabile al di là di tutte le difficoltà e debolezze umane, di
tutti gli apparenti fallimenti.
A voi Sacerdoti e Religioi/se
desidero immediatamente dire il mio ringraziamento e il mio compiacimento
per ciò che siete e ciò che fate. Nel cuore di ogni presbitero non ci sarà
pace "finché non sia formato in voi Cristo", come ci ricorda l'apostolo
nella sua lettera ai Galati.
Per evitare che il nostro
ministero decada al ruolo di "funzionario del sacro" la “Pastores dabo
vobis” ricorda che "il sacerdote è chiamato, mediante la formazione
permanente, a conservare e sviluppare nella fede la coscienza della verità
intera e sorprendente del suo essere: egli è il ministro di Cristo e
amministratore dei misteri di Dio" (PdV 73). Per cui il Sacerdote e d il
Religioso/sa, con la formazione permanente, devono essere capaci di
rispondere in modo sempre più incisivo alle istanze del mistero, mettendo in
conto una certa ascetica degli incontri, favorendo l'amicizia fra i
sacerdoti, la preghiera comune, l'accoglienza, la sopportazione reciproca
dei pesi del ministero e di riscoprire l'essenziale dentro le molte cose da
fare.
Chiedo a tutti di continuare
ancora con impegno l’esperienza delle zone pastorali, in modo che si
possa vivere una vita veramente fraterna, nella condivisione delle gioie e
delle fatiche del servizio alla comunità di fede.
Si dia la dovuta importanza all’adorazione
eucaristica mensile, in particolare per le vocazioni di speciale
consacrazione; e maggior disponibilità alle confessioni: si stabiliscano
nelle parrocchie giornate fisse per le confessioni.
Il catechismo della chiesa
cattolica sia oggetto
di riflessione e di approfondimento, in maniera da trasmettere solida e
fondata la verità della nostra fede. Per questo chiedo a tutti i catechisti che si impoegnino affinchè
tutti imparino a memoria il catechismo di base della Chiesa Cattolica. Il
metodo vecchio delle “domande e risposte” come il ripetere le Verità della
Fede prima della Messa domenicale può essere di grande aiuto.
In Liturgia non possiamo
perdere la ricchezza dei canti religiosi “vecchi”, che devono esseree
riprese e cantate nelle nostre celebrazioni liturgiche. Molti di questi
canti hanno testi ispirati e ricchi di fede e di verità.
Per altre importanti indicazioni
chiedo a tutti di leggere bene la lettera della Commissione Diocesana
Catechistica-liturgica del 20 novembre 2005.
Infine nell’impegno pastorale
occorre dedicare una cura attenta e premurosa soprattutto ai giovani.
Ad essi siamo debitori del Vangelo.
L’EUCARISTIA SIA AL CENTRO DELLA
NOSTRA VITA PERSONALE
E DELLA NOSTRA VITA APOSTOLICA.
Ricordiamo ed attuiamo la frase
che ha fatto da filo conduttore al nostro Congresso Eucaristico: “senza la
Messa domenicale non possiamo vivere” e che è costato la vita ai 49 martiri
di Abitene nel 304.
La società del profitto e del
consumo, del lavoro e del divertimento sta perdendo il senso della domenica
come festa comunitaria. Viene dunque a proposito il forte ammonimento del
Servo di Dio Giovanni Paolo II: “Non è possibile che si formi una comunità
cristiana se non avendo come radice e come cardine la celebrazione della
santa Eucaristia”.
L’Eucaristia è il cuore pulsante
di tutta la vita cristiana, come dice l’enciclica Ecclesia de Euharistia: “
La Chiesa vive dell’Eucaristia”.
Ecco alcune condizioni per
partecipare fruttuosamente alla Messa domenicale:
1-
Partecipare
fedelmente:
ogni
domenica e solennità
2-
Partecipare ben
disposti:
essere in
grazia di Dio / o confessarsi
3-
Partecipare in
modo attivo e consapevole:
nessuno deve assistere come spettatore
4-
Partecipare con il
cuore vibrante di amore, di gioia, di gratitudine e di intercessione per i
bisogni dell’umanità.
5-
La celebrazione si
svolga secondo verità e bellezza.
LA DOMENICA È ANCHE IL GIORNO
DELL’UOMO.
Ci libera dal vuoto e
dall’assurdo, dalla solitudine e dalla povertà delle relazioni, dalla
frenesia del produrre e del consumare. Offre l’opportunità di vivere più
intensamente i valori della famiglia, dell’amicizia, della condivisione,
della contemplazione, del contatto con la natura, della fruizione artistica.
Occorre risvegliare nelle persone il gusto di stare insieme.
La comunione con il Signore
crocifisso e risorto e la comunione con i fratelli sono tra loro
inscindibili (cf. 1 Cor 11, 17-22.33-34); come ha ricordato il Papa
Benedetto XVI nella sua omelia del 29 maggio 2005: “non possiamo comunicare
con il Signore se non comunichiamo tra noi”.
Durante le celebrazioni della
Giornata Mondiale della Giovanetù, a Colonia, il Papa Benedetto XVI ha
sottolineato le conseguenze spieituale e quelle umane della partecipazione
all’Eucarestia domenicale, e ha dato queste indicazioni concrete:
1-
Di conoscere il
Cristo attraverso il Vangelo
2-
Di imparare il
Catechismo della Chiesa Cattolica
3-
Di partecipare ogni
domenica alla Santa Messa
4-
Di impegnarci alla
comunione ed al servizio: L’Eucaristia chiede di essere uno: “Poiché c’è un
solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo”, dice San Paolo (1
Kor 10, 17).
“Questo deve manifestarsi nella
vita, ha detto Pap Benedetto XVI. Deve mostrarsi nella capacità del perdono.
Deve manifestarsi nella sensibilità per le necessità dell’altro. Deve
manifestarsi nella disponibilità a condividere. Deve manifestarsi
nell’impegno per il prossimo, per quello vicino come per quello esternamente
lontano. Non dobbiamo abbandonare gli anziani alla loro solitudine, non
dobbiamo passare oltre di fronte ai sofferenti, vedendo dove e come possiamo
essere necessari.
Vivendo ad agendo così ci
accorgeremo ben presto che è molto più bello essere utili e stare a
disposizione degli altri”
Infine, per edificare la Chiesa
come comunità-segno non occorre in primo luogo moltiplicare le attività, ma
curare la spiritualità, la mentalità, gli atteggiamenti, le relazioni
fraterne. “Fare bene le cose ordinarie” è la via per la santificazione,
cercando di educare una coscienza ecclesiale. Ciò avviene costruendo
momenti d’incontro e d’ascolto reciproco, di dialogo e di collaborazione.
La comunione giornaliera e
domenicale con il Signore,
se è sincera ed intensa, alimenta il culto spirituale continuo e diventa
forza per la testimonianza (cf. Rm 12,1-2), dando quel salto di qualità
nel nostro vissuto quotidiano.
Il Signore
rafforzi il nostro essere radicati in Lui e ci doni la gioia di una vita
fondata nell’Eucaristia e rafforzata dall’Amore.
Vi benedico
fraternamente.
Shkodër, 20 novembre 2005
Nella solennità di Cristo Re
+ Angelo Massafra
Arcivescovo Metropolita di Scutari-Pult
N.B. QUESTA LETTERA SIA PRESENTATA
AI FEDELI LA I E LA II DOMENICA DI AVVENTO.
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